10 Trend dell'Online   Indice
    Il periodo 1994-1996 è stato, per gli USA, l'anno del boom per gli accessi in Internet. Per gli editori è stato un anno di tentativi, con risultati spesso frettolosi e dagli esiti più disparati.
In un secondo momento però si sono via via definiti una moltitudine di servizi e tipologie di business on line del tutto nuovi.
Il periodo è caratterizzato inoltre da nuove formule di successo scoperte dagli editori (editoria on-line).
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Interviste
10 Trend dell'online
[Michael E. Kolowich]
Il futuro del commercio elettronico
[Wired]

Per saperne di più
PANTAREI
NIELSEN



    Sinteticamente i trend identificati da Michael Kolowich risultano essere i seguenti:
  1. Il documento multimediale composito.
    È necessario passare a una nuova generazione di file contenitori per testo, grafica, bitmap, suono, video, animazione e altri formati interattivi.
    L'HTML rappresenta solo un primo passo verso questa direzione. Il 1996 vedrà crescere il dibattito su come superarne i limiti.

  2. Dalle gerarchie di informazioni ai network di informazioni.
    Si è passati da schemi di organizzazione delle informazioni strettamente gerarchici al WWW, dove ogni oggetto può essere legato a qualsiasi altro. La tendenza quindi è verso un'organizzazione basata sulla gerarchia incrociata.

  3. In un unico spazio, molti aspetti dell'informazione.
    Dal punto precedente deriva la tendenza all'unificazione degli spazi, per esempio integrando informazioni reperibili su vari periodici di uno stesso gruppo editoriale, creando gruppi di discussione o griglie comparative su certi argomenti/prodotti. Questo permetterà di mirare le informazioni a tutti i target, ma senza replicare gli spazi.

  4. La riaffermazione dell'aspetto umano nell'editing.
    Ridiventa essenziale il contributo umano degli editors in termini di personalizzazione, senso delle priorità, drammatizzazione, ecc.

  5. I tools editoriali come chiave della qualità del servizio (e condizioni per il realizzarsi del 4o punto). La tendenza è verso soluzioni di accesso alle informazioni completamente integrate nell'ambiente software dell'utente, utilizzo delle tecniche di manipolazione diretta, WYSIWIG, ecc.
    È quindi essenziale disporre di strumenti efficienti, capaci di rispondere alle nuove esigenze di freschezza e offerta mirata.

  6. Gli editori riprendono il controllo delle loro succursali elettroniche.
    Nel 1994 gli editori hanno investito poco (e guadagnato poco) in attività online tradizionali, perdendo il polso dei clienti e, di conseguenza, fiducia nel nuovo mezzo.
    Secondo Kolowich, gli editori devono considerare la versione web dei loro prodotti come un degno e durevole successore della precedente versione cartacea, e non solo come un servizio addizionale e ancillare.

  7. Servizi basati sull'abbonamento piuttosto che sul tempo di collegamento.
    Il tempo non è più un buon parametro per valutare la quantità e la qualità dell'informazione consumata. Il 1995 ha visto emergere nuovi tipi di rapporto con la clientela, in parte su abbonamento o gratis per target molto qualificati.
    La gente è disposta a pagare per informazioni che considera importanti da fornitori che considera affidabili.

  8. La pubblicità fiorirà, appassirà e rifiorirà.
    Alla fine del 1995 saranno più numerosi i fallimenti che le riuscite, ma si tratta ancora di una fase di sperimentazione. Darà migliori risultati la pubblicità che enfatizza la vendita sull'immagine, di interesse specifico, orientata alla costruzione di un rapporto.

  9. Da on-line versus Internet a on-line e Internet.
    È sempre maggiore l'integrazione dei due mondi con vantaggi reciproci dovuti all'utilizzo complementare dei due sistemi.

  10. Soluzioni publish-once.
    La quantità di possibilità disponibili per l'editoria elettronica (ognuna con suoi formati, processi produttivi e strutture informative) ha disorientato gli editori. La reazione, di difesa è stata di limitare gli approcci alla nuova distribuzione.
    Nella scelta è preferibile diffidare delle soluzioni troppo semplici, meglio puntare su soluzioni che possano in futuro diventare ancora più ricche, efficienti e flessibili.

    L'affermazione conclusiva di Kolowich conferma la convenzione che l'attenzione da parte dell'opinione pubblica si misurerà sempre di più con i contenuti. Torneranno a contare i valori essenziali dell'editoria: alta affidabilità e disponibilità, contenuti validi, novità costante, personalità, impegno a guidare e far parte di una comunità, e responsabilità nella gestione della pubblicità.